Il libro racconta la storia di Cipì, un passerotto che sin dal primo giorno di vita si distingue per un innato desiderio di scoprire e esplorare il mondo.
Sin dalla nascita, il nido gli appare come una prigione e i consigli materni non riescono a contenere la sua incessante curiosità: la voglia di apprendere prevale sulla prudenza. Questa sua ribellione lo conduce a vivere avventure straordinarie: scopre le meraviglie della natura, il valore dell'amicizia e, col tempo, impara a difendersi dagli esseri umani, dall'«animale coi baffi» (un gatto, che in seguito gli strapperà un pezzo di coda), dalla neve, dai temporali e dal «Signore della Notte» (un gufo, che gli altri passeri considerano un vecchio saggio propenso a dispensare buoni consigli e a nutrirsi di raggi di luna; Cipì sarà il primo a scoprire che in realtà mangia altri uccelli).
Alla fine, Cipì diventa padre e insegna ai suoi piccoli l’importanza di essere laboriosi per restare onesti, di essere buoni per meritare amore, di aprire bene gli occhi per distinguere il vero dal falso e di essere coraggiosi per difendere la libertà.
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