Un viaggio tra le parole dei grandi autori per scoprire la bellezza della natura. Lasciati ispirare dai loro racconti e dalle emozioni che provano per il mondo che ci circonda. Una raccolta di titoli pensata per stimolare la curiosità e l'amore per la natura nei bambini.

Mario Lodo "Cipì"

Il libro racconta la storia di Cipì, un passerotto che sin dal primo giorno di vita si distingue per un innato desiderio di scoprire e esplorare il mondo.

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Jack London - Zanna bianca

“Zanna Bianca” di Jack London: un'avventura che esplora le profondità dell'animo umano attraverso gli occhi di un lupo. Una creatura fiera e potente, divisa tra il richiamo selvaggio della foresta e la fedeltà all'uomo. Nel corso di un viaggio ricco di sfide e ostacoli, Zanna Bianca scopre l'assurdità delle imprevedibili leggi umane e l'implacabile indifferenza della natura, che non fa sconti a nessuno. Costretto a cavarsela da solo fin dalla giovane età, il lupo protagonista segue il suo istinto primordiale di sopravvivenza. Con fierezza e determinazione, affronta ogni situazione estrema, adattandosi con forza e resilienza. 

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Jean Giono "L'uomo che piantava gli alberi"

Il romanzo "L'uomo che piantava gli alberi" di Jean Giono ruota attorno alla figura di Elzéard Bouffier, un pastore che vive sulle pendici provenzali delle Alpi. La sua vita è dedicata a un nobile obiettivo: piantare ghiande nella speranza che un giorno si trasformino in maestose querce.La storia è narrata da un giovane escursionista che incontra Elzéard durante un viaggio. In difficoltà per la mancanza di acqua, il giovane riceve aiuto dal pastore, dando così inizio a un legame che durerà per molti anni.Durante i loro incontri, Elzéard confida al giovane il suo grande sogno cioè ridare vita a quelle terre aride e desolate piantando alberi che possano trasformare il paesaggio.Purtroppo scoppiala Prima Guerra Mondiale e il giovane narratore si arruola come soldato, mentre Elzéard continua instancabilmente il suo lavoro, piantando semi e coltivando speranza.Dopo la fine della guerra, nel 1920, il narratore torna a visitare Elzéard. Oltre a respirare l'aria pura di quei luoghi, inizia a vedere e ad amare la trasformazione del paesaggio resa possibile dal lavoro instancabile del pastore.

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