Oggi voglio condividere con voi una storia vera quasi incredibile.
Il protagonista di questa vicenda è un gallo che visse a Basilea, in Svizzera, nel 1474.
Un giorno, un contadino o un allevatore, le cronache non sono del tutto chiare, scoprì nel pollaio un piccolo uovo, e la voce si diffuse rapidamente che fosse stato deposto da un gallo.
Oggi è evidente che un gallo non può deporre uova, ma nel XV secolo molte persone credevano che certi eventi misteriosi fossero legati alla magia o a forze oscure. Inoltre, circolava una leggenda molto nota: si diceva che da un uovo deposto da un gallo e covato da un rospo o un serpente potesse nascere un basilisco, una creatura fantastica con corpo di serpente e testa o cresta di gallo, considerata capace di uccidere con il suo sguardo o il suo veleno.
La notizia suscitò paura e agitazione. L'animale fu sequestrato e portato davanti a un tribunale cittadino.
Le cronache raccontano che il gallo fu trattato quasi come un imputato umano. Alcuni sostenevano che l'animale non potesse essere colpevole, poiché non agiva per propria volontà. Altri, invece, ritenevano che quell'evento fosse un segno malefico da eliminare al più presto.
Alla fine, la paura prevalse. Il tribunale decretò la condanna del gallo, e anche l'uovo venne distrutto. Secondo le testimonianze dell'epoca, entrambi furono bruciati pubblicamente per impedire la nascita del temuto basilisco.
Perché questa storia è importante?
Questo episodio ci offre uno spaccato del modo di pensare delle persone di oltre cinquecento anni fa. In un'epoca in cui molti fenomeni naturali venivano spiegati attraverso superstizioni e credenze popolari che, a volte rimangono anche ai nostri tempi
Cosa pensano oggi gli studiosi?
Gli storici ritengono che:
- probabilmente non si trattasse di un vero gallo, ma di una gallina con caratteristiche particolari;
- oppure che l'uovo fosse stato attribuito erroneamente all'animale sbagliato;
- la leggenda del basilisco contribuì ad aumentare la paura e a influenzare la decisione dei giudici.
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