Un meccanismo di difesa più diretto adottato da alcune piante è la presenza di sostanze velenose.
Ecco alcune piante da evitare o da maneggiare con estrema attenzione, poiché contengono composti che, a contatto con il corpo, possono causare seri problemi di salute.
L'oleandro: una pianta affascinante e resistente, con splendidi fiori rosa, bianchi o rossi. Tuttavia, è velenosa in tutte le sue parti: radici, fusto, foglie e fiori.
Il tasso: una pianta con foglie e semi altamente tossici.
L'aconito: una pianta perenne che resiste sia al freddo che al caldo. Tuttavia, è estremamente pericolosa.
La digitale: una pianta dal portamento slanciato, con eleganti fiori a campanula. Attenzione, però, è tossica al tatto.
Il ricino: una pianta i cui semi sono altamente velenosi.
Il mughetto: una tipica pianta del sottobosco, caratterizzata da campanelle bianche profumate e bacche rosse alla fine della stagione. Non ingerite né fiori né bacche.
La belladonna è una pianta con fiori a tubo violacei e bacche nere lucide dall'aspetto molto invitante. È fondamentale evitare di raccogliere le bacche e segnalare immediatamente la presenza della pianta in aree frequentate.
La datura è una pianta dai grandi fiori a forma di tromba, di colore bianco, e da capsule spinose comunemente chiamate “spine del diavolo”. È interamente tossica.
La cicuta, caratterizzata dal fusto liscio e cavo, punteggiato da macchie porpora, si distingue per le sue eleganti ombrelle di piccoli fiori bianchi.
Lo zafferano autunnale ha una delicata fioritura rosa-lilla nel periodo autunnale e foglie robuste che si sviluppano in primavera. Attenzione da non confonderlo con altre varietà commestibili.
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