Sì... ma non nel senso in cui lo facciamo noi. 🌿
Le piante possono ridurre o interrompere temporaneamente gli scambi di gas con l'ambiente, una sorta di "trattenere il respiro", anche se non respirano con polmoni.
Come fanno?
Le foglie sono ricoperte da minuscoli forellini chiamati stomi.
Attraverso gli stomi la pianta:
- assorbe anidride carbonica (CO₂) per la fotosintesi;
- rilascia ossigeno;
- perde anche molta acqua sotto forma di vapore.
Quando fa molto caldo, c'è siccità oppure soffia un vento secco, la pianta chiude gli stomi.
È come trattenere il respiro?
In un certo senso sì.
Chiudendo gli stomi:
- entra pochissima CO₂;
- esce pochissimo ossigeno;
- soprattutto si riduce la perdita d'acqua.
È una strategia di sopravvivenza. La pianta preferisce rallentare la fotosintesi piuttosto che disidratarsi.
Naturalmente la respirazione delle cellule non si ferma del tutto: continua, ma gli scambi con l'esterno diventano molto limitati.
Quanto possono rimanere "con il fiato sospeso"?
Dipende dalla specie.
- I cactus e molte piante del deserto possono tenere gli stomi chiusi per gran parte del giorno e aprirli di notte così perdono molta meno acqua e riescono a sopravvivere dove altre piante non ce la farebbero. 🌵.
- Alberi e piante dei nostri boschi li chiudono solo per alcune ore durante le giornate molto calde o asciutte.
- Se gli stomi restassero chiusi troppo a lungo, la pianta non riuscirebbe più a fare abbastanza fotosintesi e finirebbe per indebolirsi.
Curiosità
Le piante fanno una scelta intelligente: quando l'acqua scarseggia, chiudono le loro minuscole "finestrelle" e vanno in modalità risparmio. È un po' come chiudere tutte le finestre di casa durante una tempesta di sabbia: entra meno aria, ma si protegge ciò che c'è all'interno.
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