Costruiamo con quello che troviamo

Pubblicato il 31 ottobre 2026 alle ore 11:44

Un rametto curvo può diventare la coda di un animale. Tre sassolini possono indicare una strada. Una pigna può trasformarsi nella torre di un castello minuscolo.

Durante una passeggiata, proviamo a fermarci insieme ai bambini e a proporre: «Che cosa potremmo costruire con quello che troviamo qui?»

Non occorrono un modello da copiare o una scatola di materiali. Basta scegliere un piccolo spazio e guardarsi attorno.

Prima si osserva, poi si immagina

Cerchiamo qualche elemento già caduto a terra: rametti, pigne, foglie, sassolini. Osserviamone le forme, i colori e le superfici. Qualcosa assomiglia a un tetto? Che cosa potrebbe diventare quel pezzetto di corteccia?

Raccogliamo soltanto pochi materiali, dove è consentito, senza strappare piante, staccare cortecce o spostare ciò che ospita piccoli animali. Anche quello che sembra abbandonato può essere un rifugio.

Che cosa possiamo creare?

Lasciamo che siano i materiali a suggerire un’idea:

  • Un animale inventato, con zampe di legnetti e una coda lunghissima.

  • Un piccolo villaggio, con strade, piazze e giardini.

  • Un volto buffo, che cambia espressione spostando occhi e bocca.

  • Un disegno sul terreno, fatto di cerchi, spirali o linee che si incontrano.

Non è necessario decidere tutto all’inizio. Si può cominciare con una forma e accorgersi, poco dopo, che sta diventando qualcos’altro.

E i grandi?

Possiamo sederci accanto ai bambini e partecipare, senza prendere in mano il progetto. Prima di aggiungere qualcosa, chiediamo: «Posso mettere questo qui?» Oppure lasciamoci assegnare un compito: cercare rametti sottili, preparare una stradina, trovare un sassolino adatto.

Se una costruzione cade, aspettiamo prima di sistemarla. Il bambino potrebbe voler riprovare, cambiare idea o chiedere aiuto. Anche noi possiamo mostrare un tentativo che non riesce: «Il mio ponte continua a cadere. Secondo te, come potrei farlo stare in piedi?»

Una storia da inventare insieme

Quando il lavoro è pronto, possiamo dargli un titolo o immaginare chi potrebbe abitarci.

Chi percorre quella strada? Perché l’animale ha una zampa più lunga delle altre? Dove conduce il sentiero che finisce dietro la pigna?

Le risposte possono diventare una breve storia, raccontata una frase per ciascuno.

Il momento di salutare

Possiamo fotografare la creazione e lasciare sul posto una composizione leggera, purché non intralci il passaggio e rispetti le regole del luogo. Evitiamo colle, fili, vernici e altri materiali aggiunti; se abbiamo spostato qualcosa che offriva riparo, rimettiamolo con delicatezza.

Il vento potrà cambiare il disegno, una foglia potrà volare via. Alla prossima passeggiata, forse, ci verrà voglia di vedere che cosa è rimasto.

E se il bambino vuole soltanto allineare cinque sassolini? Sediamoci accanto a lui. La nostra proposta è un invito: il gioco comincia anche da lì.

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