È un invito a lasciare che, durante una passeggiata, sia il bambino a guidare l’adulto.
Spesso siamo noi a indicare cosa osservare: una foglia colorata, un uccello, un fiore.
Questa volta, proviamo invece a dire soltanto: «Scegli qualcosa che ti incuriosisce e mostramelo».
Potrebbe essere una corteccia ruvida, una piuma, una fila di formiche o una pozzanghera.
Non serve trovare qualcosa di eccezionale: ciò che conta è quello che ha catturato la sua attenzione.
Come accompagnarlo
- Lasciamogli il tempo di osservare, senza anticipare spiegazioni.
- Chiediamogli: «Che cosa hai notato?» oppure «A che cosa ti fa pensare?».
- Accogliamo le sue ipotesi e domandiamo: «Come potremmo scoprirlo?».
- Se non conosciamo la risposta, diciamo con serenità: «Non lo so, possiamo cercarla insieme».
A casa, il bambino può disegnare la sua scoperta oppure scegliere una fotografia scattata durante la passeggiata.
Accanto possiamo trascrivere le sue parole, senza correggerle o modificarle per renderle più “belle”.
Non tutte le passeggiate devono trasformarsi in una lezione.
A volte è sufficiente fermarsi, ascoltare e mostrare interesse per ciò che nostro figlio desidera farci vedere. Anche una piccola scoperta può trasformarsi in un momento prezioso da condividere.
Aggiungi commento
Commenti