Può un pianoforte farci immaginare l’acqua?
Ascoltando Jeux d’eau, cioè Giochi d’acqua, di Maurice Ravel, potete provare a scoprirlo.
Maurice Ravel (1875–1937) era un compositore francese, capace di creare con la musica atmosfere ricche di sfumature. Sceglieva e accostava i suoni con grande cura, un po’ come un pittore fa con i colori.
Nel 1901 scrisse, fra le altre composizioni, Giochi d’acqua, un testo per pianoforte ispirata ai rumori dell’acqua, agli zampilli e alle cascate. Le note si rincorrono, scintillano e cambiano intensità: possono suggerire piccole gocce, spruzzi luminosi oppure acqua che scorre veloce.
Ora tocca a voi.
Ascoltate il brano una prima volta senza disegnare. Quali sensazioni arrivano? Quali immagini si affacciano nella vostra mente?
Potete riascoltarlo e lasciare muovere la mano sul foglio. Potete scegliere linee, macchie, forme e colori per esprimere ciò che provate. Non dovete per forza disegnare una fontana o un ruscello: anche un intreccio di segni può raccontare la tua musica dell’acqua.
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