Gli alberi che non lasciano andare le foglie

Pubblicato il 22 ottobre 2026 alle ore 11:43

Ecco un piccolo mistero tra i rami d’autunno.

Le foglie scendono lentamente, volteggiano nell’aria oppure si lasciano trascinare dal vento. Nei parchi e nei giardini si accumulano sui prati, lungo i marciapiedi e ai piedi degli alberi. Intanto, sopra le nostre teste, i rami diventano sempre più spogli.

Ma guardate bene: qualche albero conserva ancora un vestito di foglie marroni. Sono secche, accartocciate, eppure rimangono saldamente attaccate.

L’autunno si è forse dimenticato di passare da quelle parti?

Una parola curiosa: marcescenza

Questo fenomeno si chiama marcescenza: le foglie muoiono e si seccano, ma restano sulla pianta anziché cadere subito.

Si può osservare nei faggi e in alcune querce, soprattutto negli alberi giovani e sui rami più bassi. Non tutti gli esemplari si comportano nello stesso modo: alcuni trattengono poche foglie, altri ne conservano molte per buona parte dell’inverno.

Il risultato è un incontro di colori e consistenze: rami nudi tutt’intorno e, in mezzo, piccole chiome color rame che frusciano a ogni soffio di vento.

Sono alberi sempreverdi?

No. Le foglie rimaste sui rami sono ormai secche e hanno terminato la loro attività.

Un sempreverde mantiene invece una chioma con foglie vive anche durante l’inverno. Anche queste vengono sostituite nel tempo, ma il ricambio non lascia normalmente tutta la pianta spoglia contemporaneamente.

Il faggio, dunque, resta un albero a foglie caduche, anche quando conserva a lungo quelle marroni. Questa particolarità è facile da notare anche nelle siepi di faggio, che possono mantenere una copertura di foglie secche nella stagione fredda.

A che cosa servono quelle foglie secche?

È una domanda che interessa anche gli scienziati. Sono state proposte diverse spiegazioni, ma non esiste una risposta unica e definitiva.

Secondo una delle ipotesi, le foglie secche potrebbero ostacolare gli animali che cercano di mangiare rametti e gemme. Per un erbivoro, raggiungere le parti tenere della pianta attraverso un ciuffo di foglie asciutte potrebbe essere meno agevole.

Un’altra ipotesi riguarda il terreno: le foglie che cadono più tardi porterebbero materia organica al suolo in primavera. Decomponendosi, contribuirebbero al riciclo delle sostanze nutritive. Si studia anche una possibile protezione delle gemme dal freddo. Sono spiegazioni da verificare, che potrebbero avere un’importanza diversa secondo la pianta e l’ambiente.

Quando cadranno?

Alcune si staccano durante l’inverno, altre resistono fino alla primavera, quando i rami tornano a riempirsi di nuove foglie. Il vecchio vestito, prima o poi, lascia spazio a quello nuovo.

Un albero da seguire nel tempo

Durante una passeggiata cercate un faggio o una quercia che conservi foglie secche. Fermatevi a osservarlo senza strapparle.

Le foglie sono distribuite su tutta la chioma oppure soprattutto in basso? Gli alberi vicini sono già spogli? Che suono producono quando arriva il vento?

Se potete, tornate a fotografare lo stesso ramo ogni due o tre settimane. Avrete una piccola raccolta di immagini per scoprire quanto a lungo rimangono le foglie e quando cominciano ad aprirsi le gemme.

A volte basta seguire un solo ramo per accorgersi di quante cose cambiano, lentamente, intorno a noi.

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