Diego non ha salvato qualcuno da un pericolo e non ha compiuto imprese spettacolari. Eppure, questa tartaruga gigante ha aiutato a garantire un futuro alla sua specie.
La sua storia inizia a Espanola, una delle isole Galápagos, nell’Oceano Pacifico nel 1934. Portato via dall’isola quando era giovane, Diego trascorse molti anni allo zoo di San Diego, negli Stati Uniti.
Nel frattempo, a Espanola, le tartarughe della sua specie stavano scomparendo. Negli anni Sessanta ne erano rimaste appena quattordici: dodici femmine e due maschi.
Bisognava intervenire prima che fosse troppo tardi.
Quando gli esperti scoprirono che Diego apparteneva alla stessa specie delle tartarughe di Espanola, lo riportarono alle Galápagos. Qui entrò a far parte di un programma di riproduzione: gli adulti, le uova e i piccoli venivano protetti e curati, per poi riportare le giovani tartarughe sull’isola.
Diego divenne il padre di moltissime di loro. Insieme agli altri adulti e alle persone che si prendevano cura di loro, contribuì a far crescere una popolazione che rischiava di scomparire.
Il 15 giugno 2020, Diego e gli altri quattordici adulti del programma furono liberati a Espanola.
Dopo quasi ottant’anni lontano, Diego tornava sulla sua isola. Ma questa volta ad accoglierlo c’erano anche tantissime giovani tartarughe: il risultato di decenni di cure, impegno e pazienza.
La sua storia ci ricorda che salvare una specie può richiedere molto tempo. Non basta proteggere gli animali: bisogna custodire anche l’ambiente in cui potranno vivere e tornare.
E, a volte, una bella storia finisce proprio così: con una tartaruga che torna lentamente a casa.
🔎 Una parola da conoscere: estinzione
Una specie si estingue quando muore il suo ultimo individuo e non ne rimane più nessuno.
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Secondo voi, perché non basta far nascere nuovi animali, ma bisogna anche proteggere l’ambiente in cui vivono?
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