Questa è un’altra storia vera, accaduta in Kenya.
Tutto ha inizio nel 1999, sull’altopiano di Yatta. Alcuni lavoratori sentono dei richiami e, seguendoli, trovano una piccola elefantessa accanto al corpo della madre, uccisa dai bracconieri per le sue zanne. Ha solo poche settimane di vita.
È spaventata e, forse, già consapevole che la sua mamma non c’è più.
La piccola viene soccorsa dal personale e portata al centro di Ithumba.
All’inizio reagisce a malapena alle cure, come se non volesse più vivere. È fragile e ha molti problemi di salute.
Poco alla volta, però, il personale riesce a conquistare la sua fiducia e a offrirle tutto l’amore che non poteva più ricevere dalla sua mamma.
Finalmente, le cure cominciano a fare effetto.
Con il tempo, Yatta cresce e diventa un’elefantessa adulta. Guida altri giovani elefanti rimasti orfani nel loro ritorno alla vita selvatica, finché arriva anche il suo momento: viene liberata.
Ma la storia non finisce qui.
Qualche tempo dopo, una mattina, il personale del centro ritrova Yatta. È tornata a Ithumba e accanto a lei c’è un piccolo, anzi una piccola, Yara.
È tornata per presentarla a chi le era stato accanto e l’aveva aiutata in un momento di grande difficoltà.
L’emozione attraversa il cuore di tutti gli addetti.
Chi l’aveva accudita tanti anni prima può ora vedere il frutto di quel salvataggio: una mamma libera, con una nuova vita al suo fianco.
A volte, una storia di speranza comincia con qualcuno che ascolta un richiamo e decide di intervenire.
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