Le città sono state costruite pensando soprattutto ai nostri bisogni.
Eppure, se ci fermiamo a osservare meglio, ci accorgiamo che non siamo i soli ad abitarle.
Mi direte: certo, ci sono anche i cani, i gatti, gli animali adottati e che condividono con noi le case e le strade.
Non solo.
Nel costruire le città, l’uomo ha portato via spazi naturali nei quali vivevano altri esseri viventi, nati liberi.
E allora, mi chiederete, dove sono finiti gli animali che vivevano in quei luoghi?
Alcuni si sono spostati in altri spazi naturali rimanendo liberi, preferendo stare lontani dagli uomini.
Altri hanno scelto di restare, di adattarsi e di condividere con noi gli stessi luoghi senza rinunciare alla propria libertà.
Sono animali di ogni genere e dimensione, imparando a muoversi tra muri, strade.
Tra ciò che noi scartiamo trovano cibo; nelle strutture che costruiamo, rifugi.
Così la città è diventa anche per loro un territorio di sopravvivenza, un luogo da abitare con attenzione, diffidenza e resistenza.
I quindici racconti del libro ispirati, in parte dalla fantasia e in parte dai fatti realmente accaduti, parlano di alcuni di loro e di come dobbiamo imparare ancora a riconoscerli e rispettare.
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