Il colonnello Sebastiano Procolo eredita una parte di una tenuta che comprende un bosco antichissimo; l’altra parte spetta al giovane nipote Benvenuto.
Procolo vorrebbe abbattere gli alberi per ricavarne denaro. Ma il Bosco Vecchio custodisce un segreto: tra i suoi tronchi vivono creature misteriose, indissolubilmente legate alla vita degli alberi. Persino il vento ha un nome — Matteo — e una voce.
In un mondo sospeso tra realtà e fantasia, le scelte degli uomini si intrecciano con il destino del bosco.
La natura al centro della storia
Il bosco non è soltanto lo scenario in cui si svolgono gli eventi: possiede voci, presenze e misteri che alcuni personaggi sanno ascoltare, mentre altri scelgono di ignorare.
Attraverso la fantasia, Buzzati ci invita a riflettere sul nostro rapporto con la natura: sappiamo riconoscerne il valore o vediamo soltanto ciò che possiamo sfruttare?
Perché proporlo ai ragazzi?
È una storia ideale per chi ama i boschi, i segreti e le atmosfere fiabesche. Offre molti spunti per parlare di rispetto, avidità, crescita e responsabilità.
Il linguaggio può richiedere qualche spiegazione e alcuni passaggi possono risultare inquietanti: leggerlo insieme è un’occasione per condividere domande, emozioni e riflessioni.
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