Strani modi di difendersi di animali che vivono accanto a noi: parte quarta

Pubblicato il 26 ottobre 2026 alle ore 10:38

Uno spruzzo improvviso, due filamenti rossi, un odore sgradevole e una caduta strategica.  Per scoprirle possiamo esplorare prati, campagne, parchi e giardini. Alcuni protagonisti sono minuscoli e difficili da notare, altri più appariscenti. Tutti hanno qualcosa da raccontare.

Il coleottero bombardiere: un piccolo laboratorio di chimica

Tra le erbe del prato, sotto una pietra o tra i detriti può nascondersi un coleottero lungo meno di un centimetro: Brachinus crepitans, uno dei bombardieri presenti in Italia. Ha il capo e il torace arancioni e le ali anteriori rigide di colore scuro, con riflessi blu o verdi. 

Quando viene minacciato, può espellere dall’estremità dell’addome un liquido caldo e irritante, accompagnato da piccoli scoppiettii. Nel suo corpo avviene una rapidissima reazione chimica che riscalda la miscela e permette di spruzzarla verso l’aggressore.

Una difesa sorprendente per un animale così piccolo! Non produce fiamme: il suo “colpo” è uno spruzzo di sostanze che possono scoraggiare il predatore.

Il bruco di Cerura vinula: due filamenti da agitare

Sulle foglie dei salici e dei pioppi vive un bruco dall’aspetto insolito. È quello di Cerura vinula, una farfalla notturna presente anche in Italia. Il bruco è verde, con una vistosa macchia scura sul dorso e due lunghe appendici all’estremità posteriore. 

Quando si sente minacciato, da queste appendici fa uscire sottili filamenti rossi e li agita come minuscoli frustini. Anche la parte anteriore del corpo, con il suo disegno vistoso, contribuisce a renderlo impressionante.

Se questo non basta, può spruzzare una sostanza contenente acido formico. Dietro l’aspetto buffo si nasconde dunque una difesa molto concreta!

L’upupa: un odore per proteggere i piccoli

Con la cresta a ventaglio, il lungo becco e le ali a strisce bianche e nere, l’upupa è facile da riconoscere. In Italia frequenta campagne alberate, frutteti e anche alcuni parchi. Nidifica nelle cavità degli alberi o in altre aperture adatte. 

La sua difesa meno conosciuta riguarda proprio il periodo della nidificazione. Nella femmina e nei piccoli, una ghiandola vicina alla base della coda produce una secrezione dall’odore molto sgradevole, simile a quello della carne in decomposizione.

Quell’odore contribuisce a scoraggiare i predatori quando i piccoli sono ancora vulnerabili. Non significa, però, che l’upupa emani sempre cattivo odore: questa particolare secrezione è legata alla riproduzione. 

La criocera del giglio: rossa sopra, scura sotto

Sulle foglie dei gigli possiamo incontrare un piccolo coleottero rosso brillante, con capo, zampe e antenne neri: la criocera del giglio, Lilioceris lilii. È presente anche nei giardini italiani. 

Il suo colore la rende ben visibile sul verde delle foglie. Eppure può scomparire alla vista in un attimo: quando viene disturbata, si lascia cadere dalla pianta e può restare rovesciata sul terreno.

Così il dorso rosso rimane nascosto e la parte inferiore scura si confonde più facilmente con terra e detriti. Ritrovarla diventa molto più difficile! 

La curiosità si accompagna al rispetto

Queste difese servono agli animali per sopravvivere. Quando li incontriamo, osserviamoli senza afferrarli e senza provocare una reazione. Anche lasciandoli tranquilli possiamo scoprire colori, forme e comportamenti sorprendenti.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.