Ripulire il mare con l'aiuto delle spugne

Pubblicato il 21 ottobre 2026 alle ore 11:14

Sul fondo del mare vivono animali che lavorano in silenzio. Non inseguono prede, non nuotano tra le onde e possono sembrare strane rocce colorate. Sono le spugne marine, preziose alleate per la qualità dell’acqua.

Un corpo attraversato dall’acqua

Le spugne non sono piante: sono animali dal corpo pieno di minuscole aperture, chiamate pori. Attraverso questi forellini fanno entrare l’acqua, che percorre una rete di canali prima di uscire da aperture più grandi.

Durante il viaggio, speciali cellule catturano batteri e piccolissime particelle sospese: è così che la spugna si procura il nutrimento. Immaginiamo una corrente d’acqua che attraversa continuamente un filtro vivente!

Da un pranzo nasce un aiuto

Questa capacità ha attirato l’attenzione degli scienziati. Alcune spugne possono contribuire a ridurre i batteri e le particelle organiche presenti nell’acqua, anche in luoghi dove le attività umane ne fanno aumentare la quantità.

Pensiamo agli allevamenti di pesci: una parte del mangime non viene mangiata e, insieme agli escrementi, aggiunge sostanze organiche all’ambiente. Allevare nelle vicinanze organismi capaci di utilizzare parte di questi scarti può aiutare a ridurne l’impatto.

Un esperimento anche nei nostri mari

Nel Golfo di Taranto, in Puglia, i ricercatori hanno sperimentato un sistema che affianca ai pesci spugne, alghe e altri animali marini.

Ciascuno svolge un compito diverso: le spugne filtrano minuscole particelle e batteri, mentre le alghe assorbono nutrienti disciolti nell’acqua. Ciò che viene rilasciato da alcuni organismi può diventare una risorsa per altri.

Alleate preziose, ma senza poteri magici

Le spugne non possono raccogliere bottiglie, reti e sacchetti e non eliminano ogni sostanza inquinante. Anche loro possono soffrire se l’ambiente è troppo contaminato.

Studiare il loro lavoro ci aiuta a trovare modi per limitare alcuni effetti delle nostre attività. Ma la prima azione per proteggere il mare rimane nelle nostre mani: produrre meno rifiuti e impedire che finiscano nell’acqua.

La prossima volta che vedrete una spugna marina, pensate al movimento dell’acqua dentro il suo corpo: mentre si procura il pranzo, partecipa alla vita e all’equilibrio del mare.

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